"Il papà delle favole" è un audiolibro scritto da Cesare Pastarini (cesare.pastarini@gmail.com), reso possibile dagli Amici del Mulino di "Mulino Bianco". Composto da 10 favole illustrate + un cd musicale con le storie recitate da attori professionisti, il ricavato della vendita va all'associazione Noi per Loro, vicina ai bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia dell'Ospedale Maggiore di Parma. E' in vendita nelle librerie di Parma e nella sede di Noi per Loro in via Rubini 12. Oppure si può fare un versamento di euro 7,90 sul c/c postale 10869436 intestato a Noi per Loro Onlus Via Rubini 12, 43125 Parma e dopo aver spedito la copia del pagamento al fax 0521.942013 riceverete "Il papà delle favole" all'indirizzo da voi indicato. L'autore, l'illustratore, la grafica, gli attori e il musicista non hanno ricevuto compensi. Più sotto i link del gruppo di lavoro.
Questo blog ospita solo argomenti che riguardano i bambini.

venerdì 21 maggio 2010

Tutto merito di questi qui


Dalla GAZZETTA DI PARMA del 21 maggio, pagina 62.

Bella domenica all'Orto botanico
Egregio direttore, domenica 16 maggio all'Orto botanico ho assistito al laboratorio di favole condotto da Cesare Pastarini, dal disegnatore Fogliazza e da Federica della società Dragomanno che ha tradotto in lingua inglese la storia costruita sul momento con i tanti bambini presenti. Il signor Pastarini ha saputo letteralmente catturare l'attenzione dei più piccoli come se fossero tutti figli suoi; il signor Fogliazza ci ha divertito «sbagliando» i disegni (ha fatto una pecora al posto di una volpe!) e quindi coinvolgendo personalmente i bimbi nel correggere le sue illustrazioni; la signora Federica ci ha insegnato un mucchio di parole nuove: per esempio, in quanti sanno che, in inglese, le lancette dell'orologio si chiamano «hands», come le mani? Voglio quindi complimentarmi per questa iniziativa che aiuta a fare di Parma una città «viva», e ringraziare gli Amici dell'Orto botanico, così bravi a tenere in vita un luogo tanto bello.
Annalisa
Parma, 19 maggio

sabato 15 maggio 2010

VaLentina e i suoi amici

Lettura di favole già inventate, invenzione di favole non ancora scritte, disegni già disegnati e fogli bianchi da disegnare. Si parlerà e si scriverà in italiano, in inglese, in francese, in tedesco, in dialetto e nella lingua di chi ci sarà.

La tartaruga Valentina vi invita domenica 16 maggio, ore 12, all'Orto dei Piccoli, cioè all'Orto Botanico di Parma in via Farini, in occasione di Giardini Aperti.






Ombrelli, ombrelloni, k-way, impermeabili, cappelli e cappucci
saranno utili per scaramanzia.



<---- "VALENTINA", copyright Fogliazza

domenica 9 maggio 2010

Festa della mamma

Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.
Enzo Biagi

lunedì 3 maggio 2010

La rivincita del calzino spaiato

Ogni mamma che indossi calzini spaiati lo sa: difficile passare da una vita senza orari, confusa e un po' incasinata, a un'altra tutta regole, pappe da preparare e senso materno da dimostrare.

Panzallaria che è la protagonista dello spettacolo e del blog da cui è tratto (www.panzallaria.com) - eteronima di Francesca Sanzo - deve schivare una selva di mamme talebane che fanno a fette chiunque pur di ribadire la loro mammità perfetta in bilico tra pappine, valige per l'ospedale e inquietanti leggende metropolitane.

Con l'ironia la protagonista cerca un antidoto al sentimento di inadeguatezza rispetto al modello e si muove tra aneddoti materni e perle di saggezza "zodiacale", discorrendo con le amiche di uomini di 30/40 anni e spiegando come far venire sensi di colpa a qualcuno in quattro semplici mosse.
La rivincita del calzino spaiato: pensieri di una mamma Post moderna è uno spettacolo divertente, giocato sull'ironia e il sarcasmo che vede la presenza in scena della brillantissima Anita Giovannini - nelle vesti di Panzallaria - e di Alessandra Frabetti, regista dello spettacolo che fa anche le veci del "troll": il commentatore molesto che nei blog è sempre pronto a trascinare nel baratro della zuffa gli altri lettori.
La rivincita del calzino spaiato nasce da un blog ma è stato rielaborato per il teatro. E' un'autoproduzione che si basa sulla passione e professionalità teatrale di chi ha messo in piedi lo spettacolo.
http://www.youtube.com/user/Panzallaria73

giovedì 29 aprile 2010

Questa non è una favola

dal MATTINO DI PADOVA 29 APRILE 2010
Ancora un suicidio di papà, 100 ogni anno in Italia.
Salvatore Collodoro, sessantenne, disoccupato, non ha retto. Il figlio lo trova impiccato. Sul tavolo un biglietto. «Non ce la faccio più. Senza lavoro, senza la mia famiglia. Non voglio finire sulla strada».
http://mattinopadova.gelocal.it/dettaglio/cacciato-di-casa-dalla-ex-moglie-si-impicca/1965533

Ogni anno 100 padri italiani si tolgono la vita a causa di una separazione: non sono pazzi ma d'improvviso non hanno più i figli, la casa, i soldi; tutto ciò che hai vissuto costruito in 10, 20, 40 anni - "Si chiamano suicidi annunciati. (M.A.salluzzo, psicologo, fed.naz.bigenitorialità)"

giovedì 22 aprile 2010

Per difendere i bambini, attenti ai rifiuti


(esempio di rifiuto non riciclabile)


Ricevo e pubblico questo comunicato del Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti di Parma

L’allarme arriva dal congresso nazionale dell’Associazione culturale pediatri (Acp) del Centro Sud, in corso a Napoli. I pediatri riuniti richiamano in modo inequivocabile l’attenzione di tutti sui bambini che vivono in prossimità delle discariche e degli inceneritori, bambini, dicono gli esperti, su cui si accumulano nuovi fattori di rischio per la salute ancora troppo spesso sottovalutati o ignorati. «Il problema – dicono Anna Maria Moschetti, pediatra dell’Acp di Taranto, e Raffaele Cioffi del dipartimento di Ingegneria dei materiali dell’Università Parthenopea di Napoli - è che discariche e inceneritori, a causa delle sostanze tossiche rilasciate nell’ambiente, sono le pratiche di trattamento dei rifiuti più rischiose per la salute delle popolazioni esposte. I rischi per la salute dovuti all’inquinamento ambientale sono maggiori per le popolazioni più vulnerabili, primi tra tutti i bambini». «Solo controllando le alterazioni dell’ambiente si possono evitare le malattie da inquinamento».
In Italia, tengono a sottolineare i pediatri presenti, esiste un elevato numero di siti contaminati da sottoporre ad operazioni di bonifica, considerando l’enorme quantità di rifiuti speciali, pericolosi e non, smaltiti legalmente o illegalmente sul territorio. Solo controllando le alterazioni dell’ambiente si possono evitare le malattie da inquinamento: la salvaguardia della salute deve passare attraverso la salvaguardia dell’ambiente.
L’invito alle autorità è quello di mettere in atto ogni sforzo possibile per favorire la riduzione della produzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali.
Gli inceneritori sono ancora una volta al centro delle preoccupazione dei medici, specialmente di quelli che hanno in carico la parte debole della nostra popolazione, che rappresenta l'Italia del domani. E quale futuro vogliamo dare ai nostri bambini? Quello di una terra sempre più deteriorata e gravata di un pesante fardello di inquinamento? O quella virtuosa della politica del riciclo e del recupero dei materiali, per permettere quel risparmio delle ricorse di cui il pianeta ha assoluto bisogno?
Anche a Parma è in atto una grande partita su questi temi e la decisione sulle gestione futura dei rifiuti sarà la cartina di tornasole per capire in quale direzione guardano i nostri amministratori: avanti con virtù o indietro con miopia.

domenica 18 aprile 2010

Ma l'arbitro gioca nel Genoa?

Oggi mia figlia Maria Vittoria ha avuto il battesimo dello stadio: Parma-Genoa 2-3.
Non aveva mai visto giocare a calcio, a parte i suoi compagni di classe nel giardino della scuola. Durante la partita ha chiesto a me e a mia moglie diverse cose. Tra le domande, ne ha fatta una che ci ha fatto capire come le siano bastati pochi minuti per capire, nella sua ingenuità, le regole di questo sport: "Ma l'arbitro gioca nel Genoa?".
E dietro di noi, un tifoso le ha risposto così:Cära la mé putén’na, t’é béle capì tutt dal càlcio”.

venerdì 16 aprile 2010

La domenica (non solo) sportiva

DALLA "GAZZETTA DI PARMA"
A Collecchio, centro sportivo del Parma F.C., è stata presentata l'ennesima iniziativa benefica a cui il Parma presta appoggio logistico e supporto materiale. Il responsabile delle relazioni esterne Mirco Levati ha spiegato che al Tardini domenica, in occasione dell'incontro contro il Genoa, sarà in vendita a 7 euro il volume «Il papà delle favole» di Cesare Pastarini. Dopo aver raccontato la lunga genesi del libro e il «rodaggio» delle fiabe a casa, con le proprie figlie, l'autore ha chiarito che i proventi della vendita saranno interamente versati all'associazione «Noi per Loro» la cui presidente, Nella Capretti, ha riassunto brevemente l'attività che il sodalizio svolge in favore dei bambini colpiti da tumore, delle loro famiglie, e del reparto che li cura. Era presente anche Stefano Morrone, il capitano, che ha ricordato come i giocatori crociati abbiano voluto dare il buon esempio acquistando 50 volumi. «E poi queste favole sono veramente belle - ha scherzato Morrone - io di solito quando leggo le fiabe ai miei figli sono il primo ad addormentarmi, ma queste mi prendono e non mi succede».
da sinistra: Nella Capretti, Cesare Pastarini, Stefano Morrone, Mirco Levati

martedì 13 aprile 2010

EMERGENCY www.emergency.it

Incontrando i più piccoli, Emergency si prefigge di stimolare nei bambini la coscienza di realtà geografiche e culturali segnate dalla guerra, conducendoli alla speranza, al desiderio di pace, alla possibilità di fare qualcosa. Vogliamo trasmettere un messaggio positivo: si può fare concretamente qualcosa per restituire una vita dignitosa alle vittime di guerra e agli amputati da mina, contribuendo alla costruzione di un futuro di pace.

Richiedi un incontro
Per informazioni e prenotazioni scrivere a scuola@emergency.it o contatta il gruppo territoriale più vicino.
Per Roma e Lazio scrivere a scuola.roma@emergency.it.

venerdì 9 aprile 2010

Perché mica disegna solo libri di favole...


Stasera, Teatro-Cinema San Martino, Noceto

M E M O R I A   I N D I F F E R E N T E
Le Donne della Resistenza


di Gianluca Foglia Fogliazza

spettacolo teatrale sulle donne della Resistenza attraverso la memoria partigiana femminile,
 la narrazione, la musica e il disegno
Ore 21- ingresso gratuito

mercoledì 7 aprile 2010

Il ritorno del padre

Si concluderà giovedì 8 aprile alla Biblioteca Pavese in via Newton 8 a Parma il ciclo di incontri dedicati alla figura paterna, organizzati dall'associazione Aeduca in collaborazione con l'associazione culturale Eliot e con il patrocinio dell’ assessorato al Welfare del Comune di Parma.
Durante l’incontro, condotto da Paolo Ferliga, si parlerà dell’amore paterno: l'archetipo del padre, l'iniziazione al sentimento, il rapporto tra padre e figli maschi e tra padre e figlie.
L’incontro è a numero chiuso e prevede una piccola quota di iscrizione. Per informazioni e iscrizioni: associazione.aeduca@gmail.com, tel.389 1971659.







Si prega di pubblicare la notizia.

sabato 3 aprile 2010

Auguri bengalesi

Il mio amico Alessandro, in missione in Bangladesh, fondatore dell'associazione di promozione sociale Il Filodijuta (http://www.filodijuta.it/) mi ha spedito la mail che riporto qui sotto.
E' il mio modo per augure a tutti buona Pasqua.
All'inizio di gennaio sono rientrato in Bangladesh e ho trovato la stessa situazione che avevo lasciato. Anzi peggio. Italiani che scappano da tutte le parti. Chi se ne torna in Italia, chi se ne va alla capitale, preti che si sposano, sposati che diventano preti, suore che non suorano più, è tutto un gran marasma. Così, io, che a detta di molti dovevo essere il primo a lasciare tutto e scapparmene a Parma, vedo che invece sono ancora qui e conto di starci  per molto. Bello sfidare le mentalità preconfezionate che dicono che uno da solo, senza comunità, in Bangladesh non puo starci. Ci puoi stare in qualsiasi modo, occorre essere convinti di quello che si sta facendo, e questa convinzione sta diventando sempre piu rara.
Un abbraccio. Ale

p.s.: la nostra barca "Platinette" (nella foto) l'abbiamo arenata per risistemarla e dopo che le avremo rifatto il trucco sarà piu bella che mai.






venerdì 2 aprile 2010

Buon compleanno, Maestro

Ricorre oggi il 205° anniversario dalla nascita dello scrittore di fiabe Hans Christian Andersen (Odense, 2 aprile 1805 – Copenaghen, 4 agosto 1875). Tra le sue favole più famose, Il brutto anatroccolo, La principessa sul pisello, Il soldatino di stagno, La sirenetta.













Gli somiglio? (all'anatroccolo, intendo)

mercoledì 24 marzo 2010

Appesi a un palloncino

Di nuovo un Buongiorno, stavolta dal sapore parmigiano, che il vice direttore del quotidiano
La Stampa mi concede gentilmente di pubblicare anche nel mio blog: lo stesso articolo è infatti contemporaneamente nella prima pagina del giornale di Torino di oggi, mercoledì 24.
Colgo l'occasione per ringraziare di nuovo l'autore Massimo Gramellini.

Sento l’esigenza di una boccata d’aria pura. Perciò, a chi se la fosse persa, vorrei raccontare la piccola storia di assoluta meraviglia che è apparsa nei giorni scorsi su «Specchio dei tempi». Comincia col funerale di Claudio, custode di una scuola materna di Torino, amatissimo da bambini e genitori per la sua disponibilità. Un italiano di quelli che piacciono a noi, che con un gesto o una parola di buon senso riescono a stemperare i problemi e a colmare i vuoti della struttura in cui lavorano. I bambini riempiono fogli di messaggi e disegni per Claudio. Poi, con la serietà di cui solo loro sono capaci, decidono di recapitarglieli. Come? Ma che domanda stupida, scusate. Attaccandoli a un palloncino in grado di volare fino a lui.
Detto fatto: il palloncino carico di corrispondenza viene liberato nel cielo di Torino. Per un paio di settimane non se ne sa più nulla. Quand’ecco che alla scuola materna arriva una lettera. «Sono una nonna di 70 anni e abito a Parma. Anch’io ho dei nipotini che vanno all’asilo. Volevo dirvi che il palloncino del vostro amico Claudio è arrivato. Caduto su un prato verde appena scoperto dalla neve. Io ho ricordato il vostro amico nelle mie preghiere, ma sono certa che da lassù sarà lui a proteggere voi, che siete stati capaci di un gesto così gentile».
La prima volta che l’ho letta mi sono venuti i lacrimoni. E anche adesso, insomma. Sarà l’età che avanza. O forse la consapevolezza che fin quando ci saranno persone come Claudio, come la nonna di Parma e come quei bambini, non proprio tutto è perduto.
Massimo Gramellini

lunedì 22 marzo 2010

... e siccome i bambini vengono prima...

... pubblico alcune foto che mi ha spedito il mio amico Salvatore. Le scattò Robert Doisneau negli anni '50.  Purtroppo è raro vedere, oggi, immagini come questa.
Nei prossimi giorni ne pubblicherò altre, altrettanto belle, altrettanto piene di speranza.

sabato 13 marzo 2010

I bambini vengono prima

Per gentile concessione di Massimo Gramellini, vicedirettore del quotidiano LA STAMPA, pubblico il suo "Buongiorno" tratto dalla prima pagina della Stampa di venerdì 12 marzo.

La Corte di Cassazione ha stabilito che un clandestino non può restare in Italia solo perché suo figlio frequenta la scuola. La tutela delle frontiere deve prevalere sul diritto del minore allo studio. Che dire? Comprendiamo tutto. L'applicazione rigorosa della legge e anche le reazioni di giubilo che si leggono sui blog: l'augurio è che i giubilanti siano altrettanto implacabili quando si discute di reati contro il patrimonio o di evasione fiscale. Però la comprensione si arresta davanti alla realtà della vita che, a differenza della legge, è fatta di carne. In questo caso della carne di un bambino. Il quale uscirà devastato da un'esperienza del genere, si sentirà assaggiato e sputato come una caramella guasta, quando in fondo la sua iscrizione a scuola era la prova migliore della volontà di integrarlo nella nostra comunità.
Anche ammesso che la maggioranza dei clandestini siano così spietati da venire in Italia con un bimbo in età scolare solo per turlupinarci (ma ne avete parlato con la badante di vostra madre?), rimane il fatto incontrovertibile che quel bambino è un bambino. E che i diritti dell'infanzia, in una società che voglia distinguersi da un agglomerato di selvaggi, dovrebbero ancora significare qualcosa. E' un pensiero buonista? No, è un pensiero umano. E mi rifiuto di credere che questi tempi spaventati ci abbiano resi così insensibili da non cogliere la differenza. Da non capire più la semplice verità inculcata da generazioni di educatori: i bambini vengono prima.
Massimo Gramellini

venerdì 12 marzo 2010

Il ritorno del padre

Si svolgeranno a Parma tre incontri sulla figura del padre, organizzati dall'associazione Aeduca in collaborazione con il Circolo culturale Eliot di Parma.
Il primo, mercoledì 17 marzo alle ore 21, è dedicato a "Il ritorno del padre" con relatori Claudio Risé e Paolo Ferliga. Seguono a cura di P. Ferliga "Il segno del padre" (25 marzo) e "L'amore del padre" (8 aprile).
Per informazioni e programma http://paternita.info/downloads/eventi/1003-ritorno-del-padre-programma.pdf
Questa è la prefazione: www.paoloferliga.it/public/allegati/limite.pdf

lunedì 8 marzo 2010

Shay

Questa storia gira da qualche tempo per la Rete e a qualcuno di voi sarà anche capitato di riceverla per email. Non se ne conosceva l'autore ed alcuni pensavano che si trattasse di una bufala. Recuperando il testo in inglese, si è scoperto che si tratta di un racconto tratto dal libro "Echoes of the Maggid" di Paysach Krohn, probabilmente mai tradotto in italiano.
E' un po' lungo, vi prego comunque di leggerlo attentamente.


Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda:
'Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?'
Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.
Il padre continuò: 'Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay,handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino.'
A quel punto cominciò a narrare una storia:
Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball. Shay chiese: 'Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?'
Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno. Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare.
Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: 'Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning.
Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono' Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team.
Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto. I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri. Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti.
All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo. Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti. Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta. A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita? Incredibilmente lo lasciarono battere.
Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla. In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la
squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza. Il primo tirò arrivò a
destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla. Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay. Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla
che ritornò lentamente verso il tiratore. Ma il gioco non era ancora finito. A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all'uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita. Invece... Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: 'Shay corri in prima base! Corri in prima base!'
Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base. Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione. A quell punto tutti urlarono: 'Corri fino alla seconda base!'
Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato. Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla.. Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti urlavano: 'Bravo Shay, vai così! Ora corri!'
Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta. Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia.
A quel punto tutti gridarono: ' Corri in prima, torna in base!!!!'
E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita.
'Quel giorno' disse il padre piangendo 'i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità'.

Shay non è vissuto fino all'estate successiva. Ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre... non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando, tornato a casa, le raccontò di aver giocato e vinto.